Tra storia e natura

Situato nel centro dell’antico borgo di Filignano, in provincia di Isernia, è il giusto punto di appoggio per chi ama il trekking, le gite in mountain-bike e le passeggiate in natura o, a seconda della stagioni, le ciaspolate sulla neve e gli sport invernali.
Non lontano e ben collegato si trova, infatti, il comprensorio sciistico abruzzese dell’Alto Sangro, il più grande dell’Italia centro-meridionale del quale fanno parte i Comuni di Barrea, Pescasseroli, Pescocostanzo, Rivisondoli e Roccaraso.
Considerato come porta di accesso naturale al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise per chi proviene dalla Campania e da parte del Lazio, il Borgo, sorge in una conca, cui altre tre valli si susseguono fino ai primi contrafforti del Monte Marrone, una delle cime del gruppo montuoso delle Mainarde, che donano, a chi si spinge ad esplorarle, panorami suggestivi e selvaggi.
La catena, in cui si incrociano i confini della province di Frosinone, L’Aquila ed Isernia, insieme alla valle dell’alto Volturno, è zona, acquisita al Parco dal 1990, di particolare pregio ambientale e naturalistico per le specie floristiche che vi crescono e per le specie faunistiche rare e protette che vi risiedono, quali l’Orso bruno Marsicano, il Camoscio d’Abruzzo, l’Aquila Reale, il Lupo appenninico, avvistabili durante le escursioni insieme a cervi e caprioli.


Filignano ha origini medioevali e fece parte dei possedimenti della potentissima Abbazia di San Vincenzo
Fu terra di brigantaggio nell’Italia post unitaria. Trovandosi lungo la linea Gustav, divenne teatro di aspri combattimenti tra l’autunno del 43’ e la primavera del ’44 che provocarono distruzione e vittime civili. La memoria di questi tragici eventi è conservata nel Museo storico-militare della frazione di Cerasuolo.
In soli dieci minuti di macchina si raggiunge il principale centro della provincia di Isernia: Venafro, Città dell’olio citata da poeti e scrittori latini, con origini antiche risalenti ai Sanniti, che conserva un interessante centro storico culminante nel Castello Pandone.
Ai piedi delle Mainarde, poi, è possibile visitare i resti della celebre Abbazia di San Vincenzo al Volturno, fondata dai monaci Benedettini verso il principio del secolo VIII e divenuta uno dei grandi monasteri benedettini dell’Europa altomedievale.
Si possono, inoltre, raggiungere nei dintorni, per una visita e un viaggio nel tempo di indubbio fascino, Pietrabbondante ed il noto sito archeologico sannita di Calcatello; il borgo di Agnone con la sua Pontificia fonderia di campane Marinelli fondata nel 1040; Cassino e la celeberrima abbazia di Montecassino; il pittoresco lago di Castel San Vincenzo con le sue rive di grande interesse paesaggistico, meta turistica per i pescasportivi e gli amanti della canoa e delle piccole imbarcazioni a vela; il lago Selva, noto anche come lago di Cardito, dalle limpide acque e circondato da fitte foreste.
Da segnalare, per chi scelga di soggiornare nell’ultima domenica di carnevale, la rappresentazione dell’Uomo Cervo di Castelnuovo al Volturno, frazione del comune di Rocchetta: rituale ancestrale magico religioso sull’alternanza delle stagioni e i suoi cicli di morte e rinascita.
Infine, a completamento di un’esperienza che coinvolga tutti i tuoi sensi, ti invitiamo ad esplorare le specialità della tradizione enogastronomica del territorio.




